In queste ultime settimane in tutti i comuni del Miranese si è molto discusso nelle commissioni e nei consigli dell’Unione dei Comuni del Miranese.
Pensavamo fosse un pesce d’aprile ed invece non è uno scherzo che tra lunedì e martedì approderà prima in commissione e poi in consiglio comunale, l’approvazione dello statuto e dell’atto costitutivo dell’unione del miranese da parte dell’amministrazione uscente di Spinea, il tutto senza alcun confronto o incontro informativo con i cittadini che illustri i contenuti e le funzioni che si andrebbero ad unire, e che chiarisca quali siano i costi reali ed i benefici di questa operazione. 

La motivazione principale per cui si sta portando avanti in tutta fretta questa Unione sarebbe quella di accedere ai contributi regionali per l'avvio di gestione e la fantomatica esclusione dal patto di stabilità, ma dalla lettura della documentazione a disposizione dei consiglieri comunali emergono molte problematiche che ci portano ad essere critici verso il metodo che si sta utilizzando.

1) La legge prevede che per l’accesso agli incentivi debbano essere messe in associazioni almeno quattro funzioni fondamentali, ma nello statuto ne risultano solo tre, di cui una non risulta tra quelle specificatamente previste dalla legge.

2) E’ vero che il patto di stabilità non si applicherebbe all’Unione del Comuni, ma solo per le funzioni condivise mentre continuerebbe ad essere applicato per i singoli comuni aderenti.

3) Si parla di una unione low cost, ma nello statuto è comunque prevista l’assunzione con un contratto di diritto privato di un direttore amministrativo che avrebbe quindi costi elevati di retribuzione e per lo staff di segreteria e ragioneria.

4) Manca chiarezza sui costi complessivi del nuovo ente e quindi della reale convenienza in relazione all’efficienza ed efficacia dei servizi erogati al cittadino tenendo presente che i costi dell’Unione saranno ripartiti in maniera proporzionale nei comuni in base al numero degli abitanti. Spinea, essendo il comune più popoloso del miranese, sarà quello che pagherà di più.

5) Lo statuto prevede una durata illimitata nel tempo per il nuovo ente! Ci sembra scorretto che un’amministrazione uscente, a poche settimane dal voto, lasci in eredità a chiunque le succederà un vincolo così pesante.

6) Nello statuto non sono inoltre previsti i minimi strumenti di democrazia stabiliti per legge dal testo unico degli enti locali, ma si cita genericamente un “regolamento”, che per quanto ci risulta ancora non esiste, che dovrebbe garantire la partecipazione dei cittadini alle scelte fondamentali del comune più volte decantata da questa giunta.

Il movimento 5 stelle di Spinea chiede che la procedura in corso venga fermata e che sia fatta chiarezza nei confronti dei cittadini, organizzando innanzitutto degli incontri pubblici di confronto ed informazione con la popolazione, in cui siano forniti i dati economici e normativi necessari per valutare in modo adeguato una questione di così grande importanza per la città.