Cos'è l'Azienda Zero?  La riforma Aziende Sanitarie Ulss proposta da Zaia mira a ridurle da 21 a 7 e coincidenti con il territorio provinciale, in ottica di ottenere da questa operazione una serie di efficienze e risparmi. Nel contempo però la legge istituisce anche la cosiddetta AZIENDA ZERO: un super-ente che nelle intenzione dei promotori del disegno di legge sarebbe dotato di ampi poteri sotto il diretto controllo della giunta regionale e quindi del governatore stesso.

La posizione dell'amministrazione di Spinea? Il 29 ottobre è stato approvato con voto unanime un Ordine del Giorno con cui il consiglio si esprime CONTRARIO ai tanti aspetti preoccupanti contenuti nella proposta di legge regionale n°23 intitolata “Istituzione dell'ente di governance della sanità regionale veneta denominato 'Azienda per il Governo della Sanità della Regione del Veneto - Azienda Zero'. Disposizioni per la individuazione dei nuovi ambiti territoriali delle aziende ULSS”, presentata dai consiglieri regionali Zaia, Finco e Rizzotto. Questo Ordine del Giorno, presentato in modo analogo in tutti i consigli dei comuni dell'Unione del Miranese, ha assorbito COMPLETAMENTE i numerosi rilievi della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle nella precedente assemblea del consiglio, lo scorso 29 settembre, e con cui sostanzialmente si proponeva l'impegno dell'amministrazione a richiedere alla Regione Veneto un complessivo ripensamento di questa proposta di legge che mira a rivoluzionare la Sanità Veneta ma che, per come è stata formulata, contiene molte criticità che potenzialmente potrebbero comportare fortissime ripercussioni sui livelli assistenziali in particolare per i soggetti socialmente più deboli.

Le richieste avanzate con questo Ordine del Giorno, se accolte come ci auguriamo, comporteranno una sostanziale e radicale revisione del progetto di legge, in una chiave più rispettosa delle necessità di un servizio sanitario che deve rimanere assolutamente capillare e vicino alle esigenze dei cittadini.

Le richieste di modifica avanzate sono:

  • che le funzioni di programmazione ed attuazione dell’attività socio-sanitaria rimangano prerogativa del consiglio regionale, della giunta e della V commissione, rivedendo quindi il ruolo dell’azienda zero;
  • che sia assolutamente indispensabile recuperare, mantenere e incrementare le prassi di consultazione e collaborazione tra Regione, enti locali e cittadini, al fine di garantire una miglior integrazione fra i territori ed il mantenimento di servizi di qualità;
  • che sia eliminato dal progetto di legge l'articolo 22 che dispone: l’abrogazione del comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale 14 settembre 1994, n.56 (comma 1); L’abrogazione dell'Allegato “A” della legge regionale 14 settembre 1994, n. 56 come successivamente modificato (comma 2).
    Se passasse l’art.22 la Regione non avrebbe più l'obbligo di confrontarsi preventivamente con gli enti locali in merito alle modifiche degli ambiti territoriali delle ULSS;
  • che sia tutelata l’integrazione fra aspetto sociale e sanitario, soprattutto in una società dove la progressiva cronicizzazione delle patologie ne acuisce le criticità, preservando la figura del direttore del Sociale;
  • che si consideri la necessità di implementare la rete dei trasporti pubblici per facilitare i collegamenti e per evitare che la riorganizzazione dei servizi sanitari possa rappresentare una difficoltà per i cittadini e le comunità locali evitando che nel territorio delle province interessate il servizio sanitario subisca tagli o ridimensionamenti delle prestazioni offerte sospendendo, in attesa della nuova riorganizzazione, l’attuale applicazione delle schede ospedaliere;
  • che si consideri la necessità di garantire la continuità dei Piani di Zona in ambiti territoriali corrispondenti agli attuali quale specifico strumento di programmazione delle politiche sociali e sociosanitarie definite a livello locale in coerenza con le linee di indirizzo regionali;
  • che la Regione si impegni ad offrire ai cittadini occasioni di informazione e dibattito sul progetto di legge regionale in oggetto, che potrebbe rivoluzionare completamente la sanità e i servizi sociali del Veneto.