Il MoVimento 5 Stelle di Spinea ha ricevuto da un cittadino questa lettera che ci ha molto colpito e che ha fatto sorgere una domanda: quanti cittadini hanno vissuto la stessa esperienza?

Come MoVimento 5 Stelle vorremmo approfondire la cosa e capire se questi sono casi isolati o se sia la prassi. Di certo i disabili e i loro familiari hanno già le loro difficoltà quotidiane da affrontare, forse aggiungervi anche trafile burocratiche non aiuta, soprattutto in un tempo in cui la tecnologia dovrebbe agevolare il passaggio di informazioni tra Enti ed uffici. Per rispetto della privacy toglieremo i riferimenti personali, ma i cittadini che volessero comunicarci la loro esperienza possono contattarci dal nostro sito internet www.movimento5stellespinea.it.

“STORIE DI ORDINARIA DISCRIMINAZIONE DELLE PERSONE DISABILI  E ...NON.... FATEVI SENTIRE

All'attenzione del dott. ...... responsabile Distretto di Spinea Asl n. 13

Sono ………. padre di .........., persona con disabilità grave riconosciuta e titolare di accompagnatoria, nata a .....................

Ieri 23 giugno 2014,  dopo una attesa di circa 1 ora, al distretto Asl di Spinea, ho consegnato una richiesta di ausilio (tutore e calzature), di cui la persona disabile ha urgentemente bisogno, per lo stato ortopedico  attuale e per la particolare e rara patologia da cui è affetta (insensibilità al dolore). Senza il tutore nel deambulare, essendo priva di ritorno e cautela da dolore, rischia gravi danni ortopedici alla gamba destra, in fase riabilitativa e reduce da una laboriosa operazione di allungamento con fissatori esterni, che si è protratta per oltre 18 mesi, con conseguente fragilità ossea provocata dall'immobilità e dallo scarso carico dell’arto. Rispetto a questa urgenza, l’addetto allo sportello mi comunica, a voce, che: “probabilmente ci sarà da aspettare oltre due mesi, perché :la regione non ha soldi”…..

 Vista la coda, in uno spazio ristretto e accaldato, con la presenza di numerose persone anziane, donne incinta e ammalati,  ho incassato la risposta di “economia-politica”, senza protestare. Non ho protestato nemmeno per il fatto che non mi venga  rilasciato alcun protocollo di ricevuta, che è adempimento obbligatorio in una pubblica amministrazione.

Ma non finisce qui. Questa mattina vengo richiamato dal distretto Asl di Spinea, e l’addetta mi comunica che nel fascicolo di mia figlia ……….: non risulta alcuna certificazione di invalidità! E che quindi dobbiamo portarne una copia pena il blocco della pratica autorizzativa.  A questo punto sono sbottato. Ho affermato che non era un problema nostro, nel senso che la documentazione è certamente già in possesso dell’Asl, e che in ogni caso, nella pubblica amministrazione è vietato richiedere all'utenza, documentazione già in suo possesso o reperibile presso altre pubbliche amministrazioni. Mia figlia fa tutori e pratiche al Distretto da circa 15 anni;  ha esenzione totale per patologia,  la certificazione di invalidità è stata rilasciata dopo visita fiscale presso Asl di Noale/Dolo e Inps Venezia. Ma c’è di più: nella procedura di richiesta e autorizzazione “ausili”,(e questo è stato già da me posto alla vs. attenzione anche come onlus che difende i diritti delle persone disabili),  l’utente funge da “passacarte” tra uffici, anche della stessa amministrazione. Il modulo compilato dal fisiatra può essere invitato al Distretto per l’autorizzazione per vie interne. Invece si utilizza l’utente come postino e nella situazione di Spinea con code “inqualificabili”. Tutto questo per dirLe che le cose, alla fine,  sono anche di facile soluzione. Problemi organizzativi interni al distretto e all’Asl, non possono e non devono ricadere sulle spalle dell’utenza, specie di persone e famiglie di disabili che già suppliscono a numerose disservizi della sanità veneta. L’utenza vista ieri a quell'unico sportello è fin troppo “paziente”. Non poteva essere attivato un secondo sportello visto il flusso di utenza e i tempi di attesa?

Concludo  ponendo alla sua attenzione che tutti questi veri e propri disservizi, se non prontamente sanati e questo spetta a chi dirige, prefigurano la violazione di numerose normative, tra cui quelle comprese nella Legge 96 del 2006 in materia di “discriminazioni a carico delle persone con disabilità”. Dobbiamo rivolgerci alla magistratura per avere un servizio, di risposta a diritti e bisogni di cura,  decente in tempi e modi decenti? Le chiedo di avere delle risposte formali a queste mie “osservazioni e reclami” , in particolare per quanto riguarda i tempi di attesa per l’autorizzazione agli ausili, specificando, per iscritto, se i 60 giorni di attesa sono dovuti a “problemi di scarsità di risorse economiche” dell’Asl. Nel qual caso chiederei di discutere con Lei il bilancio dell’Ente, vedendo dove si possano recuperare risorse da dedicare all'assistenza alle persone con disabilità grave riconosciuta e che versano pure le tasse.

Grazie e a disposizione ………….”

Rinnoviamo la nostra solidarietà verso tutti i cittadini di Spinea che in qualche modo si vedono negato un diritto o gravati di un peso che non dovrebbe esser loro attribuito. Ci impegneremo a fare luce sull’accaduto.