A VOLTE RITORNANO … Non ci riferiamo alla raccolta di racconti del genere horror di un noto scrittore, ma sempre di storia dell'orrore si tratta: l’ex Piano Norma 22 – Area ex S.F.M.R., l’ennesimo mostro di cemento ed asfalto che ingoierà un altro pezzo di Spinea.

È dagli inizi del 2000 che giunte di centro-destra e centro-sinistra tentano di “sviluppare” (il virgolettato è d’obbligo) l’area di fronte al parcheggio della stazione di Spinea. L’ultimo tentativo pareva malamente naufragato quando, lo scorso anno, la ditta proponente l’intervento presentò la proposta di PUA con tre mesi di ritardo rispetto i termini previsti dall'accordo stipulato nel 2015. Questa clausola, ESPLICITAMENTE APPROVATA DAL CONSIGLIO COMUNALE, ha comportato che l’accordo e la variante al Piano erano AUTOMATICAMENTE DECADUTI.

Questi erano i termini dell’accordo voluti dall'Amministrazione, al fine dichiarato di assicurarsi la “serietà” della proposta del privato, ed evitare il rischio di ritardi nella definizione dell’assetto urbanistico dell’ambito d’intervento, dettando tempi e scadenze certi, per evitare il ripetersi di situazioni come quelle venutesi a creare per la c.d. “area spettacoli viaggianti” dietro la chiesa dei SS. Vito e Modesto o, più recentemente, con la c.d. “piazza di S. Bertilla”: opere pubbliche rimaste incomplete ed inutilizzate, ora nelle mani dei curatori fallimentari anziché di quelle della cittadinanza. La clausola ha fatto bene il lavoro per cui era stata pensata, forse fin troppo ... e per questo la vogliono eliminare!!!

Vi invitiamo a riflettere sul progetto: la mostruosità che s’intende realizzare cancellerà lo splendido frammento di area rurale che nei giorni scorsi è stato pure il palcoscenico dello spettacolo stagionale della transumanza (foto allegate).

Dell’intervento si parla solo perché nel progetto c’è anche la tanto agognata piscina di Spinea. Ma questa (CHE RESTERÀ PRIVATA E NON SARÀ COMUNALE) non è altro che un paravento per nascondere la reale portata di un progetto con cui, di fatto, si andrà a  realizzare una grande area commerciale e direzionale alle porte della città, a poche centinaia di metri dal centro. Tutto questo sarà una pietra tombale per il centro di Spinea: città senza una piazza (destinata a rimanere tale) questo progetto porterà LA MORTE per i piccoli negozi che orbitano attorno a via Roma. Sono 4.500 mq  commerciali quelli già previsti nell'accordo e che il progetto del 2016 però aumentava di ulteriori 1.500 mq (totale 6.000 mq) cui si aggiungerebbero circa 5.000 mq di direzionale e 7.000 mq. di residenziale. Da considerare inoltre che ci sono altri 1.800 mq commerciali in previsione nel Piano Norma 13, all'altro capo del cavalcavia, in località Graspo d’Uva.

Questo intervento, anche se probabilmente verrà leggermente ridotto,  contrasta con le politiche commerciali che il Partito Democratico aveva delineato nel programma con cui ha vinto le ultime elezioni amministrative:  parlavano di salvaguardia del tessuto socio economico esistente volta a favorire la piccola distribuzione a livello locale. Come si concilia questo progetto con le loro promesse?

Inoltre per le esigenze energetiche dell’impianto natatorio e del nuovo quartiere commerciale e direzionale, il progetto presentato prevederebbe la realizzazione di un impianto di teleriscaldamento alimentato da un cogeneratore di grossa taglia, che brucerebbe in parte combustibile fossile (gas metano?) ed in parte non meglio specificate “rinnovabili” (potrebbe trattarsi di biogas o biomassa, ma anche alcuni tipi di CSS, "combustibile secco secondario" utilizzabile anche nelle centrali termiche per teleriscaldamento di classe I e II ... cioè rifiuti ricondizionati come quelli prodotti dalla Ecoriciclo di Veritas ed utilizzati nella centrale elettrica Enel di Marghera). Al momento non è dato sapere quali sono le caratteristiche definitive dell’impianto, ne quali impatti potrà avere sulla situazione dell’aria di Spinea già fortemente critica.

Giovedì 4 maggio alle ore 18:00, in sede di seconda commissione, ad oltre un anno di distanza, viene presentata una proposta di delibera (che il Consiglio sarà poi chiamato ad approvare) che serve per far ripartire il progetto esattamente da dove si era fermato, quindi rinunciando ad applicare la clausola, che il Comune aveva posto NEL SUO INTERESSE, riducendo quindi a FARSA  il ruolo del consiglio e dei consiglieri che quella clausola l’avevano voluta ed approvata e che ora saranno chiamati a cancellare. La maggioranza potrebbe BLOCCARE questo scempio del nostro territorio MA con questa proposta INTENDE INVECE DI FAR RIPARTIRE QUESTO PROGETTO CHE DEVASTERÀ IL TERRITORIO CON UNA ENORME COLATA DI CEMENTO!

La commissione è pubblica i cittadini possono partecipare per ascoltare.

Gruppo comunicazione M5S Spinea