“STOP al consumo di suolo, è urgente e necessario invertire la rotta” – su questo tutti d’accordo e sulla stessa lunghezza d’onda i numerosi relatori che si sono alternati ieri sera sul palco del cinema Bersaglieri di Spinea, alla conferenza SUOLO BENE COMUNE O DI CONSUMO, organizzata dal “meetup miranese” e dai consiglieri di minoranza del comune di Spinea Massimo De Pieri e Stefania Mazzotta, in collaborazione con Bandiza Group, Circolo Legambiente del Miranese, Comitato difesa ambiente e territorio di Spinea e seguito in diretta dalla radio di Spinea Stereo98.it.

Ad aprire le danze Massimo de Pieri ed il deputato Emanuele Cozzolino (m5s) – “il Miranese è un'area già densamente popolata (Spinea ha una densità abitativa di 1.800 ab./Kmq - la seconda più alta del Veneto dopo Padova), fortemente urbanizzata, eppure, nonostante l'elevato numero di immobili invenduti ed inutilizzati, continua a costruire in modo indiscriminato. Solo nel Miranese e solo tenendo conto di alcuni progetti in procinto di essere attuati e citati nel cortometraggio "Cemento" realizzato dal Bandiza Group, presentato nel corso della serata, di parla di una ulteriore superficie da cementificazione di 240.000 mq, pari a 33 campi da calcio. Il consumo di suolo è un tema a noi caro e va fatto tutto il possibile per fermare questa corsa assurda.
 
Secondo il professore dell’Università degli Studi di Padova Tiziano Tempesta “Non è in discussione il fatto che durante alcune fasi della crescita economica il suolo sia trasferito dall’agricoltura ad altre attività in grado di generare un maggiore flusso di reddito per unità di superficie. Il vero problema è che si sono innescati enormi fenomeni di spreco di aree coltivate e che non si sono mai valutati i costi sociali dell’artificializzazione di suoli. Spesso dietro la realizzazione di grandi opere infrastrutturali si è celato in realtà l’obiettivo della creazione di aspettative di rendita urbana. Una grande opera viaria infatti modificando l’accessibilità del territorio ne trasforma radicalmente l’appetibilità a fini insediativi. Alla redistribuzione dell’aspettativa di rendita nel territorio consegue la sostanziale obsolescenza di molte aree già urbanizzate e questo meccanismo innesca un perverso meccanismo di spreco di suolo”.


“Spinea è l’esempio di un territorio Veneto utilizzato in maniera sconsiderata – spiega Michele Boato di Ecoistituto del Veneto Alex Langer – Questa terra era luogo di piccole frazioni e molte ville venete con enormi e curatissimi parchi, ma a partire dal 1945 ha iniziato ad aumentare e a crescere esponenzialmente la percentuale di urbanizzazione fino all’attuale 30% di superfice occupata da immobili più un 10% fra strade, parcheggi, rotonde e svincoli”. - E cita il grande Andrea Zanzotto che denuncia lo spaesamento, non riconosciamo più i luoghi in cui siamo nati e cresciuti “assediati da troppo di tutto”- “La contrada, già Zauberkraft, povera, sul nulla si equilibrava, volava ora con qualche soldo in più piomba giù. Cento capannoni puzzolenti la stringono come denti.”


Don Albino Bizzotto dei Beati Costruttori di Pace cita l’enciclica LAUDATO SI’ di Papa Francesco sulla “cura della casa comune”, madre terra. “Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi” –  “La terra è un soggetto vivo – conclude Bizzotto -  non basta pensare a non consumarla, vanno riparati i danni fatti finora”.

Domenico Finiguerra – cofondatore del Forum Salviamo il Paesaggio e Componente Esecutivo Nazionale Verdi -  in collegamento telefonico cita il suo libro “8 MQ AL SECONDO Salvare l’Italia dall’asfalto e dal cemento” e racconta la sua esperienza da sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI), primo comune a consumo di suolo zero. - “Cambiare rotta è possibile, anzi è necessario…. se ci sono riuscito io… Ci sono milioni di case vuote ma nonostante ciò si continuano a costruire nuovi insediamenti per nuovi residenti, e continua la grande speculazione immobiliare”.

Secondo la deputata del M5S Claudia Mannino “questo governo e questa maggioranza hanno un atteggiamento schizofrenico sul consumo di suolo. Da una parte promuovono un disegno di legge che - almeno in linea di principio - dovrebbe essere finalizzato a fermare la cementificazione del territorio, dall'altra continuano spingere i comuni a prevedere nuove espansioni urbanistiche con l'obiettivo di "fare cassa”. Con l'approvazione in commissione bilancio dell'emendamento Marchi (PD) alla legge di stabilità, si permetterà di utilizzare gli oneri di urbanizzazione - che la legge destina alla realizzazione di opere necessarie al corretto sviluppo urbanistico delle aree di nuova edificazione (strade residenziali, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell'energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato) - per altre finalità. Questo allentamento del vincolo di destinazione sarà l'ennesimo invito ai sindaci a trasformare i terreni agricoli in un nuovo bancomat per dare un po' di ossigeno ai loro traballanti bilanci. Questo comporterà due conseguenze devastanti: la prima è che si stimolerà ulteriore, irreversibile, consumo di suolo; la seconda è la realizzazione di nuove periferie prive delle necessarie infrastrutture urbanistiche, visto che si consentirà di stornare le risorse ad esse destinate su altre tipologie di interventi, a discrezione degli amministratori locali, che non sempre brillano per la bontà della pianificazione territoriale. Abbiamo avviato un'azione coordinata tra parlamento nazionale e parlamento europeo per rilanciare la direttiva sul suolo per mezzo degli europarlamentari ed abbiamo depositato una risoluzione in Commissione Ambiente per impegnare il governo Renzi a far avviare lo strumento della Cooperazione Rafforzata che permetterebbe di adottare la direttiva suolo con soli 9 voti dei componenti del consiglio europeo”.

“Manca la direttiva europea sul consumo di suolo – spiega l’eurodeputato Marco Zullo – essendo argomento “molto delicato” non è stato trovato l’accordo tra Commissione, Consiglio e Parlamento europeo e la proposta di direttiva è stata ritirata dalla commissione nel 2014. Quindi tutti gli interventi, che comunque le istituzioni europee portano avanti sul fronte del consumo di suolo, sono meno incisivi, mancando una direttiva di riferimento, che obblighi e impegni anche gli stati membri”.  

E parte dalla sua città, la relazione del deputato Massimo De Rosa - “Milano è urbanizzata all’80%, con migliaia di case sfitte, e quando sarà finito il territorio disponibile per costruire cosa faranno, visto che l’unico sistema conosciuto per far cassa sono gli oneri di urbanizzazione? Come garantiranno i servizi ai cittadini, quando sarà finito il territorio da cementificare? - Temiamo - dice il vicepresidente della Commissione Ambiente - che la verità sia che non solo lo stop al consumo di suolo non sia nell'agenda politica del Governo, ma che a qualcuno proprio non piaccia l'idea di tutelare il territorio. Del resto la linea politica che abbiamo visto fino ad ora è quella dei Lupi e degli Incalza, basata sulle grandi opere, la deregulation edilizia, i piani casi, le trivellazioni petrolifere. Tutti provvedimenti che sembrano trovare con facilità la corsia preferenziale per la loro approvazione”.

Il consigliere regionale del Veneto Marino Zorzato difende quegli amministratori che non hanno usato gli oneri di urbanizzazione per “far cassa” ma per opere utili alla cittadinanza. “Sui servizi sanitari e scolastici il Veneto “è avanti” quindi non tutto è stato sbagliato. Non sono riuscito a far approvare la mia proposta di legge sul consumo di suolo, ma è una buona legge che tra le altre cose consente per esempio il recupero dell’esistente”.

“Il modo in cui si è costruito in veneto rappresenta il fallimento della programmazione – sostiene il consigliere regionale Manuel Brusco - assistiamo al fallimento della programmazione di questa regione. Programmazione vuol dire leggi, si perché in questa regione la tendenza, portata avanti anche ora con le proposte di legge sul contenimento del consumo di suolo proposte in questa legislatura, è quella di anteporre, se non sostituire, la programmazione alla pianificazione. Si producono leggi ma non piani. Abbiamo di fatto leggi che guidano le trasformazioni territoriali ma assistiamo all’ assenza di piani che ci raccontino e ci propongano una visione di questa Regione, con i suoi rischi i suoi valori e le sue necessità”.

Lorenzo Benvenuti, della Federazione Ordini Dottori Agronomi e Dottori Forestali del Veneto, porta l’esperienza di UrbanMeta, che “rappresenta una parte significativa della società civile del Veneto, categorie economiche, professioni, università, associazioni sindacali, costruttori, ambientalisti,  che Insieme, hanno costituito un tavolo di lavoro, per affrontare congiuntamente, con una visione organica e multidisciplinare, il tema complesso del governo del territorio ed in particolare della rigenerazione urbana sostenibile delle nostre città.  Il nostro Manifesto “Un Patto per tornare alla città – Impegni ed obiettivi per un programma regionale di Rigenerazione Urbana Sostenibile” è stato sottoscritto da tutti i candidati governatori del Veneto. Tra i principi e le finalità: ridurre progressivamente il consumo di suolo non ancora urbanizzato in coerenza con l’obiettivo europeo di azzerarlo entro il 2050, e sostenere strategie ed azioni finalizzate al ripristino della naturalità e delle funzioni ecosistemiche dei suoli, anche in ambito urbano”.